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ALCUNE RIFLESSIONI SUL CONTESTO SANITARIO


Relazione di Annalisa Silvestro al Consiglio nazionale straordinario Ipasvi


12 GIU - Alcune riflessioni sul contesto sanitario e sullo stato della professione. Relazione di Annalisa Silvestro al Consiglio nazionale straordinario Ipasvi del 7 giugno 2013.

La relazione della Presidente Silvestro è stata presentata in Consiglio Nazionale per una riflessione corale, data la situazione politica, economica occupazionale in generale e specificamente in sanità. Nessun intervento di dissenso o di dubbio su quanto proposto si è levato dai Presidenti provinciali Ipasvi, elemento che ha ulteriormente rafforzato il Comitato centrale sulla linea da tenere per i prossimi mesi.

CONSIGLIO NAZIONALE STRAORDINARIO
Roma, giugno 2013
COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENTE
Alcune riflessioni sul contesto sanitario e sullo stato della professione

Il quadro generale
Il Paese vive una fase critica fra le più impegnative della sua storia recente. La crisi economica produce, in maniera sempre più palese, pesanti ricadute nelle strutture e nei sistemi che hanno fin qui accompagnato e sostenuto la vita della collettività nazionale. Nell'ultimo biennio la necessità di riportare "i conti" dello Stato nell'ambito di un’equilibrata sostenibilità, ha contribuito a rendere ancor di più pesante e critica la situazione del mercato del lavoro - in generale e in sanità - e lo stato del Welfare (Servizi sanitari, Servizi sociali, Scuola e Istruzione, Servizi di sostegno per le situazioni di fragilità lavorativa e sociale), incidendo sulla coesione e sulle relazioni intercategoriali e sociali.
Il permanere dell'obiettivo del contenimento della spesa nella Pubblica amministrazione - e quindi anche nella Sanità - e le palesi conseguenze che il raggiungimento di tale obiettivo comporta, induce a riflettere su alcuni aspetti:
- la salute rientra tra i diritti costituzionalmente garantiti e, pertanto, per rendere fruibile tale diritto, vanno contemperati gli sforzi per raggiungere l'equilibrio di bilancio con l'impegno verso la reale garanzia dell'attuazione dei LEA e l'aiuto e il supporto - anche questo costituzionalmente previsto - a chi è in condizioni di fragilità, non autosufficienza, povertà;
- la sanità rappresenta uno dei più importanti comparti del Paese non solo sul versante finanziario, ma anche sul versante occupazionale e produttivo e quindi economico;
- la sanità è un rilevante volano per l'accrescimento del know how nella ricerca scientifica, tecnologica, nelle scienze mediche, assistenziali, educative, gestionali e organizzative.

La salute, dunque, insieme all'organizzazione e ai professionisti che se ne occupano - sanità - deve essere considerata più che un fattore di spesa, un valore sia per l'economia del Paese, sia per il servizio alla collettività.
La necessità di una visione più ampia si rileva anche nel Rapporto 2013 sul coordinamento della finanza pubblica della Corte dei Conti, la quale evidenzia - da una parte - che anche per il 2012 si sono confermati “i progressi già evidenziati negli ultimi esercizi nel contenimento dei costi e nel riassorbimento di ingiustificati disavanzi gestionali” e che i risultati delle azioni di controllo della spesa sanitaria e di assorbimento dei disavanzi nelle Regioni in squilibrio strutturale “sono ancora una volta incoraggianti”.
Ma dall'altra sottolinea che la sanità si trova “di fronte a scelte ancora impegnative” e avverte che non mancano “segnali preoccupanti sul fronte della qualità dei servizi garantiti ai cittadini”, mentre sono ancora previsti “rilevanti tagli delle risorse destinate al settore” e “sempre più limitate appaiono le possibilità di ricorrere ad ulteriori entrate straordinarie”.
Il risultato del 2012 ha consentito di rivedere le previsioni della spesa sanitaria nel prossimo quinquennio e di prefigurarne una riduzione sul Pil dal 7,1% del 2012 al 6,7% del 2017. Il buon andamento è riconducibile soprattutto alle Regioni in “Piano di rientro” che presentano una flessione delle perdite di circa il 44%, ma anche un saldo negativo più che raddoppiato per quanto attiene la mobilità sanitaria.

Fonte: IPASVI

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