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CRESCE LA SPESA PER L'ASSISTENZA AGLI ANZIANI


Nel 2050 potrà assorbire i due terzi del finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale.


16 MAG - Si prevede che nel 2050 potrà assorbire i due terzi del finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale. Uno studio dell’Università Bicocca di Milano.
Ammesso che 2050 il Servizio Sanitario esista ancora, il suo budget sarà per due terzi impegnato nell’assistenza agli anziani.
È questo lo scenario dei prossimi decenni delineato da un recente studio dell’Università di Milano Bicocca, realizzato da Gianluca Merchich e Mariangela Zenga, entrambi ricercatori di economia nell’ateneo, che è stato presentato nei giorni scorsi nel capoluogo lombardo in occasione del convegno Quali possibili cure per gli anziani in un mondo che invecchia e che non ha risorse promosso dal Criet, Centro di ricerca interuniversitario in economia del territorio.

Attualmente, in Italia il 37,5 per cento dei ricoveri prodotti dalle geriatrie afferisce a patologie croniche, ricorda lo studio, con una tendenza a livello nazionale in aumento nel triennio 2009-2011. Questa percentuale equivale a oltre 540 mila giornate di degenza ordinaria (delle quali circa un quarto prodotte in Veneto), per erogare le quali occorrono circa 1.480 posti letto, con un utilizzo di risorse economiche che supera i 137 milioni di euro. Meno del 2 per cento dei dimessi dai reparti di geriatria con patologie croniche, peraltro, accede alla ospedalizzazione domiciliare.
Nel 2011, spiega ancora lo studio, 21.536 ricoveri sono da ricondurre a cardiovasculopatie; 13.256 a broncopneumopatie; 6.555 a dislipidemie; 4.201 sono per epatoenteropatie; 3.865 per insufficienza renale cronica; 1.470 per esofago-gastro-duodenopatie; 1.409 per diabete; 483 per neoplasie; infine neuropatie e hiv positività e Aids conclamato hanno determinato rispettivamente 19 e tre ricoveri.
Per quanto riguarda in generale i ricoveri, precisa la ricerca, nel periodo 2009-2011 la crescita nelle geriatrie a livello nazionale è stata contenuta, attestandosi intorno all’1 per cento. Molto più rilevante, invece, l’aumento dei ricoveri, sempre negli stessi reparti, per malattie croniche: ben il 15 per cento.
Sempre a livello nazionale, i ricoveri “a rischio di non appropriatezza” per patologie croniche sono passati, calcolano i ricercatori, dal 23,73 per cento del 2009 al 18,67 per cento del 2011, con la Puglia che nel 2011 ha fatto registrare 29,46 per cento di ricoveri “a rischio di non appropriatezza” seguita dalla Campania con il 25,52 per cento e dalla Basilicata con il 25,06 per cento.
La degenza media nei reparti di geriatria è di 10,24 giorni nel 2011 (in discesa rispetto alla media di 10,49 giorni nel 2009). La Regione con la media più alta risulta la Valled’Aosta (20,81 giorni nel 2011), mentre quella con la media più bassa è la Sardegna (8,27 giorni).
Il costo medio lordo per una giornata di degenza si attesta a livello nazionale a 254,89 euro, con punte che arrivano a 299,94 euro in Sicilia, 284,95 euro in Sardegna e 277,95 euro in Liguria. All’ultimo posto il Friuli Venezia Giulia con 173,64 euro.

La ricerca conclude che una parte delle risorse economiche attualmente così impiegate potrebbe essere destinata all’assistenza territoriale e alla sua implementazione, garantendo una presa in carico del paziente cronico appropriata, a maggior ragione in una fase di forte e prolungata crisi economica che impone il contenimento della spesa sanitaria insieme con la riorganizzazione della rete ospedaliera prevista della legge 135/2012 (spending review).

Fonte: IPASVI