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IL SISTEMA SANITARIO E' UN LUSSO?


L'articolo tratto dalla rivista trimestrale dell’associazione Emergency


Il Sistema sanitario nazionale è davvero insostenibile?
Perché non ridurre le tasse e far pagare a ognuno le cure di cui ha bisogno?
L’aumento della spesa per la sanità da cosa dipende?

Di Roberto Satolli


«Che senso ha imporre tasse più alte ai benestanti per poi offrire loro l’assistenza sanitaria gratuita? Meglio ridurre loro le imposte e fargli pagare la sanità». Frasi come questa da qualche mese ricorrono sui quotidiani italiani, a firma di diversi fautori del liberismo economico, e sotto l’apparenza populista di “farla pagare ai ricchi” nascondono una mossa che potrebbe affossare il diritto alla tutela della salute, sancito dalla Costituzione. Sono importanti, perché individuano il fronte vero dello scontro prossimo futuro, annunciato da Mario Monti giusto alla fine del 2012, sul tema della cosiddetta «sostenibilità del Sistema sanitario».
Tradotto in linguaggio comune, significa chiedersi se e per quanto tempo potremo ancora permetterci un'assistenza sanitaria come l’attuale. Su questo argomento si stanno dicendo molte cose false o ingannevoli (come la frase citata all’inizio), ma prima di smontarle una per una conviene
ricordare come siamo arrivati a questo punto, e cioè rivedere in breve come è nato, come si è
evoluto e come funziona oggi il Sistema sanitario italiano.
Una volta c’erano le mutue, e molti si ricordano ancora Alberto Sordi nella parte del dottor Tersilli.
Le Casse di mutua assistenza sono state in Europa
la prima istituzione per cercare di garantire ai lavoratori le cure in caso di malattia, senza doversi
svenare a pagare medici e ospedali, o dover ricorrere alla carità pubblica o religiosa. “Mutuo”
infatti significa reciproco: io aiuto te, tu aiuti me. Come si fa? Ciascun lavoratore versa una piccola
porzione del salario come contributo alla cassa, e quando qualcuno ha bisogno ci sono danari
sufficienti per far fronte alle spese. Questo sistema, nato in forma di collette spontanee tra gli operai
nell’Ottocento, si è evoluto in tutta Europa fino a essere reso pubblico, con maggiori o minori
contributi statali, ed è ancora in vigore in Paesi come la Germania e la Francia.
In Italia ha funzionato nel dopoguerra con diverse Casse, tra cui la principale era l’Istituto nazionale di assicurazione contro le malattie (INAM), che sono però arrivate alla bancarotta alla metà degli anni Settanta, avendo accumulato un enorme debito nei
confronti degli ospedali.

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Fonte: www.emergency.it