Area Riservata
La Riabilitazione - servizi infermieristici, riabilitativi, corsi

IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE


Sempre più " al femminile"


03 MAG - Sostanzialmente stabile il numero dei dipendenti, però cresce la quota delle donne, soprattutto tra i medici, ma anche tra gli infermieri. Dal ministero della Salute i dati sul personale nel 2010.
Alla fine del 2010 erano 263.803 gli infermieri dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale.
È quanto risulta dalla monografia Personale delle Asl e degli Istituti di cura pubblici - Anno 2010, curata dall’Ufficio di direzione statistica del ministero della Salute, che presenta i dati del personale dipendente delle Aziende sanitarie locali, di quelle ospedaliere e delle Aziende ospedaliere integrate con l’Università.
In termini percentuali, gli infermieri rappresentavano, in quell’anno, il 58,2% del personale dipendente del Ruolo sanitario, completato, quest’ultimo, dal 23,7% di medici e odontoiatri (107.448) e dal 18,1% di altre figure (veterinari, farmacisti e così via). Complessivamente, perciò, il Ruolo sanitario comprendeva, nel 2010 appunto, il 70,2% dei 646.236 dipendenti totali del Ssn; il restante 29,5% era suddiviso tra i 116.607 dipendenti del Ruolo tecnico (18,1%), i 74.206 del Ruolo amministrativo (11,5%) e i 1.570 del Ruolo professionale (0,2%; ingegneri, assistenti religiosi, avvocati e così via). Rispetto al 2009 il numero dei dipendenti del 2010 fa registrare una sostanziale stabilità (+0,02%).
Si conferma anche nel 2010 la tendenza a una sempre maggiore presenza di personale femminile, che è ormai arrivata al 63,8% del totale (412.125 donne; +1,1% rispetto all’anno precedente), quasi il doppio degli uomini (36,2%), che invece diminuiscono dell’1,8% rispetto al 2009 (fermandosi a 234.111 unità).
Più in dettaglio, dei 263.803 infermieri, il 77%, cioè 203.202, con un lieve aumento rispetto al 2009 (+0,3%). Più marcato l’aumento della quota femminile tra i medici: su 107.448, il 36,9% (cioè 39.660) sono donne, con una crescita del 3,7% rispetto all’anno precedente.

Per leggere l'articolo completo clicca qui

Fonte: IPASVI