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IL DOLORE NEI BAMBINI


Nasce un gruppo di studio per riconoscerlo e curarlo


Che sia il sintomo di una malattia non ancora individuata o piuttosto una simulazione che quelli più grandicelli mettono in scena per attirare l’attenzione dei genitori, il dolore nei bambini non va mai sottovalutato, anche perché non si tratta affatto di casi isolati. In Italia si stima che più dell’80% dei ricoveri in ambito ospedaliero pediatrico sia dovuto a patologie che presentano, fra i vari sintomi, anche dolore. Nonostante questo, il fenomeno continua a essere oggetto di un’attenzione limitata, con un conseguente peggioramento della prognosi per il piccolo paziente e della qualità della vita del bambino e della famiglia.

Per invertire la rotta e creare una maggior sensibilizzazione sul tema, la Federazione Italiana Medici Pediatri ha istituito, con il patrocinio del Ministero della Salute, un Gruppo di Studio composto da dieci medici pediatri rappresentativi delle maggiori regioni italiane che formeranno i pediatri alla cultura del dolore inutile e al suo trattamento, per evitare che ancora oggi, in alcune particolari situazioni (suture, riduzione di fratture) non si ritenga necessario, anche nei piccoli, “togliere” il dolore procedurale. «Il dolore pediatrico, in particolare lieve e moderato» ha spiegato Giuseppe Mele, presidente della Fimp, al Capri Campus 2013 nel presentare la novità «è una condizione frequente nei più piccoli fin dai primi mesi, con forte impatto sulla qualità della vita e sullo svolgimento delle attività quotidiane.

Senza la necessaria copertura antalgica causa conseguenze a breve, come peggioramento clinico o complicanze, e a lungo termine come dolore cronico, alterazione della soglia del dolore, problemi socio-relazionali». In effetti, i risultati di una indagine Fimp presentata ufficialmente a Capri, fanno riflettere: il 63% dei pediatri risponde che un bambino che dice di avere dolore deve essere sempre trattato ma paradossalmente, di questi, il 42% non utilizza alcun metodo per la rilevazione del dolore, il 31% non ritiene utile trattare il sintomo dolore prima di aver formulato una diagnosi, il 71% è preoccupato degli effetti collaterali dei farmaci oppioidi ed il 61% auspica un approccio multidisciplinare al dolore.

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Fonte: www.huffingtonpost.it