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PAZIENTI IN DIALISI PERITONEALE


Valutazione dell'efficacia dell'educazione terapeutica nel monitoraggio domiciliare


di Paola Colasanti (1), Stefano Lizio (2), Valentina Dini (3)

(1) Professore associato Corso di Laurea in Infermieristica, Università Politecnica delle Marche, sede di Pesaro
(2) Coordinatore infermieristico Uoc Nefrologia e dialisi, Azienda ospedaliera “Ospedale Riuniti Marche Nord”
(3) Laureanda in Scienze infermieristiche, Università Politecnica delle Marche, sede di Pesaro

La dialisi peritoneale, in quanto terapia domiciliare, comporta la gestione del trattamento da parte del paziente e/o di un componente del nucleo familiare. Per questa ragione un’adeguata condizione ambientale, una buona motivazione all’autogestione ed una conoscenza della tecnica dialitica sono requisiti indispensabili al successo del programma terapeutico.
Il monitoraggio del paziente in dialisi peritoneale richiede una valutazione non solo dei parametri clinici, di laboratorio e strumentali, in grado di evidenziare l’efficacia del trattamento, ma anche della situazione sociale ed emotiva del paziente, nonché del rispetto dell’igiene ambientale e della corretta esecuzione della tecnica dialitica. Anche le visite rappresentano un sostegno per il paziente e i suoi cari, per creare un rapporto di empatia, di fiducia reciproca, in modo che possa liberamente raccontare le proprie paure, le difficoltà, i dubbi che quotidianamente insorgono nei confronti della dialisi.
A questo riguardo è molto importante l’addestramento del paziente che avviene in occasione delle visite domiciliari effettuate dall’équipe assistenziale di riferimento per la Dialisi peritoneale. L’efficacia delle visite domiciliari nei pazienti cronici in trattamento dialitico peritoneale influisce notevolmente sulla riduzione del rischio di interruzione della metodica (drop-out ([1])).

L’educazione terapeutica rappresenta un elemento essenziale per la gestione adeguata del trattamento dialitico: quella condotta dal team infermieristico durante l’addestramento e le visite domiciliari permette all’utente di sviluppare nuove conoscenze, di utilizzare le proprie risorse, di assumersi nuove responsabilità e di curare il proprio benessere. Le visite domiciliari risultano essere efficaci quando si instaura un rapporto di fiducia tra infermiere e paziente, che può così apprezzare le proprie capacità, creare un rapporto di empatia sincera, di interesse reciproco; in genere vengono vissute come opportunità per raggiungere in autonomia e autosufficienza gli obiettivi inizialmente prefissati. L’educazione terapeutica è mirata a:

incrementare i pazienti in trattamento dialitico peritoneale;
ridurre le visite domiciliari;
ridurre il fenomeno del drop-out;
ridurre la complicanze della peritonite.


Il percorso educativo e di presa in carico dei pazienti in terapia dialitica peritoneale
È stata condotta un’indagine retrospettiva per esplorare le modalità di presa in carico e monitoraggio dei pazienti in terapia dialitica domiciliare, afferenti all’Unità operativa complessa (Uoc) di Nefrologia e dialisi dell’Azienda ospedaliera Ospedali Riuniti Marche Nord. A tal fine sono state analizzate le cartelle cliniche di 428 pazienti assistiti presso il centro dal 1990 al 2011.

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Fonte: IPASVI