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PROTEGGERE I FIGLI PRIMA DI CONCEPIRLI?


Sì.Si può.


29 MAR - Le neomamme over 35 sono il 41%, più della metà non ha effettuato esami preliminari e meno di 1 su 3 assumeva acido folico prima della gravidanza. Studio in 7 ospedali italiani.

Da assumere tutti i giorni per tutta la durata della vita riproduttiva: 0,4 milligrammi di acido folico. È la raccomandazione degli specialisti alle donne che, prima o poi, intendono programmare una gravidanza. Non bastano i soli nove mesi, come invece vorrebbe l'opinione comune più diffusa. Un impegno gravoso? Forse, ma solo se non si conoscono le conseguenze.
Ogni giorno, infatti, nel nostro Paese nascono ben 250 bambini prematuri o con difetti genetici; qualcosa come 90 mila all'anno. Per molti di loro, una maggiore consapevolezza dei genitori e degli operatori sanitari potrebbe evitarlo.
Come nel caso, appunto, dell'acido folico, che serve a "costruire" le nuove cellule dell’embrione, permette di ridurre fino al 70% il rischio di gravi malformazioni come anencefalia e spina bifida e contribuisce ad abbassare quello di cardiopatie e labioschisi.
Purtroppo, però,secondo uno studio presentato nei giorni scorsi a Roma dall'Icbd (International centre on birth defects and prematurity), centro collaborativo dell'Organizzazione mondiale della sanità, solo poco più di una donna su quattro (il 28%) è abituata ad assumere acido folico prima dell’inizio della gravidanza. Lo studio è stato realizzato in sette strutture ospedaliere (Verbania, Fidenza, Genova, Pisa, Roma Fatebenefratelli, Roma Santo Spirito e Benevento) intervistando 2.212 donne. È per questo che l'Icbd ha promosso nei mesi di aprile e maggio una serie di iniziative (pubblicate sul sito www.primadellagravidanza.it) con lo scopo di consigliare i futuri genitori e di informarli sulle patologie che si possono evitare con alcune semplici regole.
Prevenzione e fattori di rischio. L’acido folico, stando allo studio del'Icbd, viene prescritto e assunto dal 65% delle donne incinte, ma con nessuna possibilità di sfruttarne la potenzialità preventiva poiché gli organi del futuro bambino cominciano a formarsi nei primissimi giorni dopo il concepimento, quando la donna non ha ancora "realizzato" di essere incinta.

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Fonte IPASVI