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RETE DELLE CURE PALLIATIVE


C'è ancora da tessere


04 APR - L’indagine dell’Agenas conferma che è tutt’altro che raggiunta l’effettiva attuazione alla legge 38/2010 e che, anche in questo caso, vi sono differenze significative tra un’area e un’altra del Paese.
Su un totale di 177 strutture che hanno risposto al questionario dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali, solo 55 Unità di cure palliative domiciliari rispondono ai criteri minimi introdotti dall’intesa Stato-Regioni del 25 luglio 2012, che stabilisce le principali dimensioni strutturali e di processo che caratterizzano le Reti di cure palliative e solo 44 di esse sono state in grado di fornire dati significativi.
È piuttosto sconfortante questa considerazione che si legge nell’indagine sulle Buone pratiche nelle cure palliative realizzata dall’Agenas e presentata in occasione dei tre anni dall’approvazione della legge (il 15 marzo, poi pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 19 marzo 2010).
L’indagine, spiega l’Agenas, si è proposta di dare applicazione all’articolo 9 della legge, laddove prevede l’istituzione di un sistema in grado di monitorare l’effettivo sviluppo delle Reti di cure palliative. È stata data particolare attenzione alla distribuzione delle Unità di cure palliative (Ucp) sul territorio nazionale, in ragione del fatto che, a differenza delle strutture residenziali (hospice), che risultano immediatamente monitorabili, le Ucp domiciliari attualmente non generano flussi informativi strutturati, rendendo complessa la loro individuazione e poco agevole la valutazione della qualità dei servizi offerti.

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Fonte: IPASVI