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LA PREVENZIONE DELLA TROMBOSI VENOSA PROFONDA


le complicanze maggiori sono l’embolia polmonare e la sindrome post trombotica.


La trombosi venosa profonda (TVP) consiste nell’insorgenza di fenomeni trombotici a carico delle vene profonde degli arti inferiori; le sue complicanze maggiori sono l’embolia polmonare e la sindrome post trombotica.

La maggior parte dei soggetti ricoverati in ospedale ha almeno un fattore di rischio per la trombosi venosa profonda e circa il 40% ne ha tre o più. In assenza di profilassi, l’incidenza di trombosi documentata nei soggetti ricoverati per patologie mediche o chirurgiche varia dal 10 al 40% e raggiunge il 40-60% nei soggetti sottoposti a interventi di chirurgia ortopedica.

Le condizioni associate a un aumento del rischio di trombosi venosa profonda sono:
- interventi chirurgici;
- età avanzata;
- vene varicose;
- presenza di neoplasie maligne;
- uso di terapia ormonale anticoncezionale;
- gravidanza;
- traumi (soprattutto degli arti inferiori);
- condizioni che determinano una immobilizzazione prolungata;
- infarto del miocardio;
- alcune alterazioni ematologiche come l'emoglobinuria parossistica notturna, la policitemia vera e il mieloma;
- lupus eritematoso sistemico;
- sindrome nefrosica

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Fonte: IPASVI