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RAPPORTO SCREENING. L'ASL SOLLECITA 9,5 MILIONI DI ITALIANI


Ma risponde solo il 45%


Tuttavia il risultato non è poi così male, sottolineano i ricercatori di Epidemiologia e Prevenzione. Soprattutto in tempo di crisi. Grazie ai 4,3 milioni di screening effettuati sono stati identificati e trattati più di 6 mila cancri alla mammella e altre migliaia di tumori. Il vero problema resta però il divario tra Nord e Sud.

02 GEN - Si chiamava “Lo screening al tempo della crisi”, il convegno nazionale in cui quest’anno sono stati presentati per la prima volta i dati relativi all’accesso agli screening oncologici, pubblicati nell’ultimo numero di Epidemiologia e Prevenzione, rivista specializzata pubblicata col supporto del Ministero della Salute: la consapevolezza del peso della situazione economica, spiegano gli autori nell’introduzione dello studio che analizza in particolare il cancro al colon-retto, quello alla mammella e quello alla cervice uterina, deriva dal fatto che “se la grave crisi che attraversa il nostro Paese ha dei riflessi su tutte le politiche sanitarie pubbliche, ha dunque effetto anche sui programmi di screening”. Ma gli autori precisano: “Considerando questo scenario di fondo, i risultati dell’attività 2010 si possono giudicare positivi, anche se permane il differenziale fra Centro-Nord e Sud”.

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Fonte: Quotidiano Sanità