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LA VALUTAZIONE MULTIDIMENSIONALE DEL PAZIENTE ANZIANO


Applicazione di strumenti nei percorsi di continuità assistenziale


Dossier 218-2012

Obiettivo primario del progetto “La continuità assistenziale: applicazione del set minimo
di scale per la valutazione del paziente anziano e del percorso di presa in carico”
è sperimentare l’utilizzo di un set minimo di scale nei setting clinici e assistenziali
di ortopedia, neurologia, malnutrizione/disfagia e oncologia, in grado di valutare le
condizioni clinico-assistenziali dell’anziano in relazione al percorso assistenziale.
Obiettivi secondari sono:
• verificare la fattibilità all’uso del set minimo di scale. I setting assistenziali
che rientrano nella sperimentazione costituiscono nodi cruciali in cui verificare tale
fattibilità. I nodi della rete assistenziale considerati nella sperimentazione sono
riconducibili alle seguenti tipologie:
- rete intraospedaliera (Azienda ospedaliero-universitaria di Bologna, Azienda USL
di Bologna, Azienda USL di Forlì, Azienda USL di Piacenza);
- rete ospedale-territorio (Azienda USL e Azienda ospedaliero-universitaria
di Ferrara, Azienda USL e Azienda ospedaliera di Reggio Emilia;
- rete territoriale (Azienda USL di Parma/Distretto di Fidenza, Azienda USL di
Rimini);
• verificare l’efficacia organizzativa utilizzando il set minimo di scale e confrontando tra
loro i diversi modelli in due percorsi:
- frattura di femore (Azienda USL di Forlì, Azienda USL e Azienda ospedalierouniversitaria
di Ferrara, Azienda ospedaliero-universitaria di Bologna, Azienda
ospedaliera di Reggio Emilia);
- stroke: Azienda USL di Piacenza.

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