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DEMENZA: OLTRE 35 MILIONI DI CASI NEL MONDO


formazione degli operatori sanitari cruciale per la diagnosi


12 APR - “Dobbiamo aumentare la capacità di riconoscere gli stadi primitivi della demenza”, ha spiegato Oleg Chetnov, “Il motivo è che nella maggior parte dei casi gli operatori sanitari non sono adeguatamente formati per riconoscere i primi sintomi” dice il vice direttore generale del dipartimento dell’Oms che si occupa di patologie non trasmissibili e le malattie mentali.

E' un tipo di patologia poco compresa sia dagli operatori sanitari che dall’opinione pubblica. Anche nelle nazioni a più alto reddito solo una percentuale che varia tra il 20 e il 50 per cento dei casi ha una diagnosi corretta in visite di routine, per questo spesso la patologia è scoperta solo in fase tardiva.Oltre la metà dei malati si trova nei paesi più poveri e solo tra il 20 e il 50 per cento ottiene una diagnosi corretta nelle prime fasi della patologia. Secondo l’ultimo report dell’Oms il problema sarebbe nella formazione degli operatori sanitari.

Circa 35,6 milioni di persone nel mondo convivono ogni giorno con sintomi di demenza. Ma secondo l’ultima stima dell’Oms, pubblicata nel report dal titolo "Dementia: a public health priority" redatto insieme alla Alzheimer's Disease International, questo dato è destinato a raddoppiare entro il 2030, arrivando a 65,7 milioni di persone, e più che triplicare entro la metà del secolo. Secondo i dati nel 2050 saranno infatti il 70% in più i malati di demenza, un numero da capogiro pari a circa 115,4 milioni di persone. Una popolazione maggiore di quella dell’intero Messico.

 

leggi il report "DEMENTIA - A Public Health Priority" redatto da OMS e l'Alzheimer's Disease International

 

da quotidianosanità.it