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Dolore cronico. Terapie solo per 1 paziente su 2


la sofferenza fisica colpisce più di 6 cittadini su 10


20 GEN - un’indagine condotta dall’Associazione vivere senza dolore rileva che la sofferenza fisica colpisce oltre 6 cittadini su 10 ma solo il 47,7% segue un trattamento. L’origine è di natura non oncologica per il 93,4% del campione e nel 45,2% dei casi è dovuta all’artrosi.

Soffrono spesso di dolore cronico ma 7 volte su 10 hanno difficoltà ad individuare sul territorio i centri di cura specializzati e non conoscono la Legge 38, che dal marzo 2010 tutela il loro diritto a un’assistenza più equa e qualificata. Solo nella metà dei casi si rivolgono a un clinico – di solito il medico di famiglia (57,9%), raramente il terapista del dolore (5,8%) – e reputano non adeguati i farmaci prescritti, rappresentati per il 38,5% dai Fans e soltanto per il 3,1% dagli oppioidi forti.

E’ questo, in sintesi, il ritratto degli italiani che emerge da una ricerca effettuata dall’Associazione pazienti vivere senza dolore, nel corso della campagna itinerante CU.P.I.DO. – Cura Previeni Il Dolore. Il tour, promosso nel 2011 con il patrocinio del Ministero della Salute e un grant incondizionato di Mundipharma, ha toccato 14 città della Penisola: Viterbo, Perugia, Ancona, Forlì, Brescia, Vicenza, Torino, Genova, Pistoia, Foggia, Napoli, Bari, Messina e Roma. L’iniziativa prevedeva la presenza di un gazebo nelle piazze, dove i cittadini potevano recarsi per incontrare qualificati specialisti, dai quali ricevere informazioni inerenti la malattia dolore e i centri locali preposti alla sua cura.

In tutte le tappe, a coloro che visitavano il desk informativo è stato sottoposto un questionario, volto a verificare la prevalenza del dolore cronico tra la popolazione, i trattamenti antalgici in uso e il livello di conoscenza della Legge 38/2010. In totale, hanno risposto 1.830 cittadini.

Analizzando in dettaglio i risultati dell’indagine CU.P.I.DO., si evince che il dolore cronico affligge il 67,3% di coloro che si sono recati al gazebo ma soltanto il 50,9% è seguito da un medico e il 52,3% non ha alcuna terapia in corso. L’origine della sofferenza è di natura non oncologica per il 93,4% del campione e, nel 45,2% dei casi, è dovuta all’artrosi; benché la sua intensità sia di grado moderato-severo, gli antinfiammatori non steroidei sono i farmaci analgesici più impiegati ma alleviano i sintomi solo al 16,9% degli intervistati. Si conferma, infine, il pesante impatto del dolore sulla vita quotidiana, che risulta compromessa per quasi 9 pazienti su 10.

“La survey che abbiamo condotto - spiega Marta Gentili, presidente dell’Associazione vivere senza dolore – ha evidenziato come i centri dedicati alla cura del dolore siano ancora poco noti sul territorio: molti cittadini, ignorando i contenuti della Legge 38, non sanno dove recarsi per chiedere assistenza e finiscono così per ricevere terapie che non rispondono alle loro esigenze antalgiche”.

“La Legge 38 ‘obbliga’ il medico a prendersi cura del dolore, qualunque ne sia la causa”, ha affermato Guido Fanelli, coordinatore della Commissione Ministeriale sulla terapia del dolore e le cure palliative, spiegando che “un approccio così innovativo va inevitabilmente a scardinare abitudini ormai consolidate e richiede quel cambiamento culturale che solo un’adeguata formazione può favorire. A questo proposito, il ministero della Salute ha predisposto con il Miur un documento tecnico sui percorsi formativi degli addetti ai lavori, approvato a dicembre dal Consiglio Superiore di Sanità. Con le varie sigle della medicina generale, abbiamo inoltre stabilito di prevedere un unico iter didattico sulla terapia del dolore e le cure palliative, per garantire ai medici di famiglia una preparazione uniforme. Sul fronte appropriatezza prescrittiva, la battaglia è ancora aperta, poiché sta crescendo il consumo di oppioidi ma l’abuso di Fans permane; proprio per vigilare sulla qualità dell’assistenza erogata, abbiamo istituito il Cruscotto, un software che monitora le prestazioni ospedaliere e la tipologia delle prescrizioni".
Non solo. Di recente il Ministero ha anche dato avvio alla campagna informativa “Non ti sopporto più”, rivolta direttamente alla popolazione, per sensibilizzarla sulla terapia del dolore.

Sempre nell’ambito dell’informazione ai cittadini, una giornata del tour CU.P.I.DO. ha visto il coinvolgimento del Policlinico Tor Vergata di Roma, che ha consentito di svolgere un’indagine anche su 200 pazienti ricoverati in 11 reparti della struttura ospedaliera, per appurare se la sofferenza fisica fosse correttamente monitorata e trattata. “I risultati ottenuti – spiega l’Associazione -, dopo la sorpresa iniziale, hanno stimolato una maggiore attenzione al problema nei vari reparti”. Infatti quasi il 73% dei ricoverati presentava un dolore di intensità elevata, nonostante fosse stato prescritto un farmaco analgesico al 71,4% degli intervistati. Il ricorso agli oppioidi forti era disomogeneo e oltre il 54% dei pazienti si dichiarava insoddisfatto del trattamento ricevuto, prescritto dallo specialista del dolore solo nel 28,7% dei casi.

“L’esperienza si è rivelata estremamente utile – ha spiegato Antonio Gatti, professore aggregato di Anestesia e terapia del dolore, Università degli Studi di Roma Tor Vergata e Fondazione PTV Policlinico Tor Vergata - perché ha favorito una più profonda presa di coscienza, potenziando la collaborazione delle varie unità operative ospedaliere con il nostro Hub e consentendoci di essere sempre più vicini ai bisogni della cittadinanza. Una reale integrazione delle competenze tra le diverse figure professionali è il passo fondamentale per giungere alla multidisciplinarietà delle cure anche in ambito dolore. In tal modo potremo davvero garantire ai pazienti il diritto a non soffrire, come sancito dalla nuova normativa”.

Alla luce delle problematiche e dei bisogni informativi emersi con il tour CU.P.I.DO., l’Associazione vivere senza dolore ha annunciato che proseguirà il cammino intrapreso e organizzerà, dal 15 febbraio al 30 giugno 2012, una nuova campagna itinerante denominata HUB2HUB, coinvolgendo circa 15 importanti centri di terapia del dolore in tutta Italia.
 

da quotidiano sanità.it